domenica 11 novembre 2012

I LAVORATORI, VITTIME DEL SISTEMA DI POTERE



Giorno dopo giorno si fanno sempre più evidenti le conseguenze negative sui lavoratori delle politiche adottate in questi anni dalla Banca Monte dei Paschi e dalla Fondazione, lasciati al loro destino dalle forze politiche che ne hanno condizionato per anni le scelte e adesso incapaci di prospettare soluzioni che rendano meno drammatico l’impatto sulla vita dei dipendenti e sul futuro economico della città.

Siamo vicini ai lavoratori del Monte dei Paschi e a quelli del Consorzio Operativo, vittime sia di scelte sciagurate da parte del management, sia di una crisi europea che avrebbe potuto farsi sentire meno, se fossero state compiute scelte più interessate al bene delle strutture che non alla spartizione del potere.
Il Circolo Città Domani si è impegnato molto a denunciare i pericoli, studiando i problemi ed avanzando proposte alternative anche dirompenti, ma la scelta dell’ex Sindaco Ceccuzzi di nominare Profumo alla presidenza della banca ha reso ogni tentativo del tutto vano e inascoltato.

Abbiamo lavorato nell’Osservatorio Civico, abbiamo sostenuto l’Associazione dei Piccoli Azionisti, impegnando tutte le nostre energie, e se fosse stato raggiunto un maggior coordinamento forse la nostra presenza all’assemblea della Banca avrebbe potuto pesare maggiormente.


In questa fase cruciale della battaglia sindacale, siamo disponibili a dare il nostro contributo politico anche incontrando i lavoratori e le organizzazioni sindacali della banca, cui vorremmo non esprimere generica solidarietà ma presentare le nostre idee per uscire dalla crisi e le nostre valutazioni.
Altra questione riguardante l’utilizzo sciagurato delle risorse della Banca Monte dei Paschi è il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, costato negli anni molti milioni di euro, e adesso infine abbandonato. Mentre esprimiamo soddisfazione per un risultato il cui merito va soprattutto ai cittadini del Comitato contro l’ampliamento, ci rendiamo conto che i soli a pagare saranno i lavoratori, di cui gli enti proprietari dell’aeroporto si sono completamente disinteressati, salvo strumentalizzarne la preoccupazione per prospettare soluzioni di ripiego, altrettanto prive di futuro. Gli enti locali dovranno adesso impegnarsi per ripensare il sistema delle comunicazioni di Siena con gli aeroporti della Toscana e, per quanto riguarda l’area di Ampugano, far maturare prospettive nuove di utilizzo, che prefigurino anche nuove occasioni di lavoro.

Altri lavoratori che stanno pagando per scelte errate sono quelli della Siena Biotech, un progetto cui la Fondazione Monte dei Paschi ha destinato negli anni delle vacche grasse cifre esagerate senza controllo, ma anche dotandola di strumentazioni d’avanguardia. Noi crediamo che l’impegno nella ricerca sulle neuroscienze e per la creazione di nuovi medicinali sia un patrimonio che la nostra città non debba perdere, anche perché può rappresentare una prospettiva di ripresa in un momento di recessione.

La ricerca di base è lenta e spesso occorrono tempi lunghi per vedere risultati, ma selezionando partner nuovi, mettendo a disposizione di altre strutture le strumentazioni d’avanguardia, collaborando maggiormente con il policlinico, possono intravedersi prospettive positive per il futuro. Per questo non vorremmo che il progetto Siena Biotech venisse abbandonato, sia per i lavoratori di alta qualificazione che vi operano e che sarebbero costretti a portare altrove le loro competenze, sia per il futuro economico di questa città che deve avere nella ricerca di alto livello uno dei suoi punti di forza.

Il futuro resta più che mai incerto anche per i lavoratori delle cooperative Zelig ed Elicona in forza al Santa Maria della Scala che dal primo settembre hanno subito in larga parte la cassa integrazione o il licenziamento e a tutt’oggi non riescono a intravedere alcuna prospettiva, neppure di corto respiro, dato che il bando di gara tanto atteso non è stato ancora pubblicato dal Comune.

Il dissesto dell’Università, frutto di quasi trent’anni di cattiva amministrazione e di scelte più che opinabili, ha portato infine – oltre che a un impoverimento della capacità di fare didattica, ricerca e garantire servizi – a una situazione desolante per quanto riguarda il lavoro. Dapprima si è infatti provveduto a liquidare i precari della ricerca e della didattica, gli stabilizzandi e i dipendenti delle cooperative (anche quelle sociali); poi si è messo le mani direttamente nelle tasche dei dipendenti sottraendo loro il salario accessorio, mentre la ricorrente carenza di liquidità ha reso talvolta incerto perfino il pagamento degli stipendi. 

I programmi di riassestamento del bilancio non convincono soprattutto perché i sacrifici non sono equamente distribuiti e il sistema di potere sembra perpetuarsi nelle stesse logiche del passato.

Occorre ora un impegno straordinario per cercare soluzioni a tutti questi problemi del lavoro, a partire da un diverso modo di intendere la pubblica amministrazione, dove c’è bisogno di affermare un’etica dell’interesse generale e della cosa pubblica. Non è più tempo di promesse e soluzioni individuali, che hanno moralmente distrutto la capacità di agire della politica a Siena. E’ tempo di azioni collettive e forte mobilitazione, unica strada per individuare sbocchi e soluzioni concrete.

 Laura Vigni

sabato 20 ottobre 2012

LE FEROCI LOTTE INTESTINE DEL PD ED IL FUTURO DELLA CITTA'




Il comunicato congiunto dei due responsabili dei comitati comunali per Renzi e per Bersani, che esplicita senza mezzi termini l’attacco verso il gruppo di Monaci che si sarebbe messo proditoriamente contro il PD dopo averne condiviso tutte le scelte, forse voleva dare l’impressione di un partito compatto contro un nemico interno, ma ottiene l’effetto contrario: ha il tono di una baruffa da cortile in cui le comari si offendono senza riguardo, gridando ai quattro venti tutte le magagne, come si fa quando finisce un amore e ci si senti traditi. Insomma un penoso volar di stracci, una raffigurazione desolante del deterioramento del PD senese, che non è più capace di esprimere una politica positiva per la città.  

Da qui discende il fiorire di liste civiche (non ancora finito), che sembrano unite soprattutto contro il PD ed i suoi alleati, indicati come responsabili della crisi della Banca e della Fondazione, dell’Università e del commissariamento del Comune. Dietro molte di queste aggregazioni ci possono essere interessi e aspirazioni non condivisibili, ma certamente esprimono una volontà di partecipazione per tanto tempo compressa.
Roberto Barzanti, in un articolo comparso sabato sul Corriere Fiorentino, afferma in maniera molto documentata che tutti i partiti, i sindacati e le associazioni – di destra, di sinistra, di centro legati dal famoso groviglio armonioso - approvarono nel 2007 l’acquisto di Antonveneta. A parte qualche omissione (gli interessati si premuniranno di smentire), questo vorrebbe dire che tutti somo responsabili nella stessa misura, quindi “tutti colpevoli uguale tutti innocenti”. 

Il suo intento forse era di sollecitare il dibattito politico a smetterla con le recriminazioni reciproche, ma la questione fondamentale è che così facendo l’esperienza disastrosa di questi anni finirebbe per non insegnarci niente: i responsabili fanno qualche formale e leggera ammissione di colpa, si attribuisce tutto alla crisi mondiale, e poi si va avanti come se niente fosse successo, secondo il principio “chi ha avuto, ha avuto; chi ha dato, ha dato”. In questo modo come possiamo evitare che i guasti commessi non si ripetano?
Bisogna chiarire ed affermare con forza che non è la politica in sé che è stata troppo invadente sulla banca e su tutta la città, ma la cattivissima politica, quella fatta di arrivismi, di ambizioni personali sfrenate, di avidità, di corruttela, di scambi di favori, di carriere folgoranti di noti incompetenti basate sul servilismo, di cumuli di cariche, di controllo dell’opinione pubblica attraverso un’informazione condizionata dal ricatto economico, ecc.  E questa politica l’hanno diretta il PD e gli alleati di centro sinistra.
Lo dico con rammarico, perché a quella parte politica ho aderito per tanto tempo, ma non ho potuto restarvi proprio quando la nascita del PD delineava l’abbandono dell’anima berlingueriana.

La nostra città ora ha bisogno di un grande rinnovamento che sia in primo luogo morale, quindi bisogna guardare avanti, perché al governo della città vadano persone oneste e competenti capaci di risollevarla dalle difficoltà materiali e dallo scoramento che ha preso tanti nostri concittadini. Non si tratta di spirito di rivalsa, ma solo di ripristinare un coerente indirizzo di sinistra ed un corretto spirito civico democratico dopo tanti anni di manipolazioni.
                                                                                  Laura Vigni – Circolo Città Domani – Sinistra per Siena

martedì 16 ottobre 2012

FONDAZIONE MPS, BASTA!!!



Azione di responsabilità verso Mancini e la deputazione amministratrice tutta  E cambiare lo statuto della Fondazione: in modo che un Mancini non torni più


Comunicato congiunto dei Circoli: Citta domani, Peppino Impastata, Viro Avanzati dopo l'assemblea pubblica


                Un pubblico attento e numeroso ha seguito la conferenza stampa aperta organizzata dai circoli cittadini Città Domani – Sinistra per Siena, Peppino Impastato dell’IDV e Viro Avanzati di Rifondazione Comunista per presentare la proposta di una profonda revisione dello statuto della Fondazione MPS, da mettere in atto subito per cambiare radicalmente il modo di operare di un ente che ha sperperato un immenso patrimonio della Città. 

                In sintesi le proposte prevedono: obbligo di gestire direttamente il proprio patrimonio, che è funzione caratteristica non delegabile; poteri di nomina della Deputazione Generale che tornino nelle mani degli organi elettivi (comune, provincia, regione) e non più di sindaco e presidenti; riduzione del numero dei componenti la Deputazione amministratrice; poteri di revoca da parte degli organi nominanti; bandi pubblici per la formazione di elenchi di candidati e voto limitato per evitare inciuci; ineleggibilità di coloro che sono stati amministratori o dirigenti di comune, provincia, regione e società partecipate nei cinque anni precedenti la nomina; divieto per gli amministratori della Fondazione di assumere incarichi nelle società partecipate dalla stessa; compensi dei membri della Deputazione Amministratrice equiparati a quelli del Sindaco e degli Assessori del Comune di Siena, e per la deputazione generale limitati ad una gettone di presenza di 300 euro mensili (contro gli attuali 2.000); spese di funzionamento generale della Fondazione non eccedenti una quota prestabilita dal bilancio.

                Infine, dato il carattere di soggetto rappresentante un’intera comunità, è stata affermata la necessità che tutti gli atti della Fondazione siano pubblici ed improntati alla massima trasparenza.
                Con questa proposta i circoli intendono stanare le forze che ancora resistono al cambiamento e costringerle ad un confronto di merito, senza tante manfrine come quelle di chi parla di revisione dello statuto avendo in mente solo provvedimenti di facciata.

                Nel corso della serata è stato inoltre ripresa la proposta, già presentata all’assemblea dell’associazione degli Azionisti per il Buongoverno MPS, di una revisione della struttura della banca che consenta di salvare il salvabile, mettendo al riparo il cuore essenziale del Monte dei Paschi dalla rapina che sta tentando di sottrarlo alla città. La proposta prevede sostanzialmente di dividere in due la banca, conservandone per un terzo la parte operante nei territori dell’Italia centrale con un controllo reale in testa alla Fondazione ed quindi alla comunità senese e lasciando al processo di normalizzazione voluto dai neoliberisti e dal governo quei due terzi che operano nel resto del paese.

                Anche questa è una proposta verso la quale non ci si può girare dall’altra parte: chi ha avuto tanta parte nel disastro che è stato combinato, cerchi di mettere  la testa al lavoro per ridurre al minimo i danni.
                 
A conclusione dell’assemblea i circoli si sono presi l’impegno a promuovere una petizione popolare ed iniziative in tutte le sedi  per avviare un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Banca e della Deputazione Amministratrice della Fondazione affinché siano chiamati a rispondere legalmente ed in solido dei danni procurati alle istituzioni da loro amministrate ed alla comunità senese.



domenica 7 ottobre 2012

MPS, UNA PROPOSTA ALLA CITTA'


La prossima settimana saranno compiute scelte decisive per il futuro della Banca Monte dei Paschi, dettate da Profumo con l’avallo della Deputazione Amministratrice della Fondazione.
Gruppi politici, come il nostro ed altri, e anche associazioni dei piccoli azionisti, hanno cercato in ogni modo di convincere il Presidente della Fondazione Mancini a compiere un atto di coraggio all’assemblea di martedì 9 ottobre, ma né lui né tantomeno la Deputazione Amministratrice hanno dimostrato di voler rispettare le norme statutarie. Solo opponendosi all’aumento di capitale non necessario in questo momento e alla concessione di deleghe straordinarie al Presidente, si potrebbe difendere la Fondazione e il suo ruolo di rappresentante della comunità senese.
Ma non basta protestare: a Siena siamo in grado di far emergere proposte nuove ed originali in grado di evitare il disastro.
L’Associazione dei Piccoli Azionisti per Buongoverno del MPS ha avanzato una proposta di scissione della Banca Monte dei Paschi, creando due nuove banche di cui una più strettamente legata al territorio tradizionale della quale la Fondazione sia proprietaria al 50%. L’ipotesi sta raccogliendo i primi convinti consensi, anche da parte del Circolo Città Domani: ora l’Associazione per il Buongoverno del MPS è chiamata a porre la proposta sul tavolo di chi può contribuire alle decisioni: i partiti, le associazioni di categoria, i sindacati, i lavoratori.
In questa situazione  mettiamo in guardia sopratutto il PD rispetto alle sue responsabilità: non può più permettersi di continuare ad agire come se nulla fosse accaduto, ancora supino verso i poteri forti romani e continuare a spingere la città verso il baratro.
Il Circolo Città Domani – Sinistra per Siena, il Partito della Rifondazione Comunista e l’Italia dei Valori hanno studiato anche una proposta per rinnovare profondamente le basi costitutive della Fondazione, formulando ipotesi di modifiche allo Statuto che siano in grado di evitare il ripetersi della situazione attuale, frutto della spartizione di potere del PD e suoi alleati, per garantire la presenza nei futuri organi decisionali di persone competenti e disinteressate. E’ una battaglia che comincia oggi dentro la Fondazione, ma che dovrà trovare il convinto impegno degli organi da cui la Fondazione emana.
La proposta sarà illustrata GIOVEDI’ 11 OTTOBRE alle ore 17.30 nella Sala di Palazzo Patrizi e invitiamo la cittadinanza, tutti i gruppi politici e le associazioni che condividono questo obiettivo, i lavoratori, a partecipare, perché questo è il momento per dimostrare che la parte migliore della città è in grado di fare uno scatto di orgoglio e di prendere in mano il proprio destino.

Siena, 7 ottobre 2012

                                                                                                Circolo Città Domani
                                                                                                Lista Sinistra per Siena

mercoledì 12 settembre 2012

MPS, UN PIANO INDUSTRIALE CONTRO LA BANCA, LA CITTA’ E I LAVORATORI





Mentre le trattative sindacali alla Banca Monte dei Paschi stanno segnando il passo, evidenziando la scarsa volontà della direzione di confrontarsi davvero con i lavoratori, purtroppo si verifica tutto quello che il nostro Circolo Città Domani aveva indicato nel documento del luglio scorso, in cui abbiamo sottoposto ad un esame approfondito il Piano Industriale 2012- 2015 del Monte dei Paschi. Ricordiamo che molti all’epoca si erano affrettati ad approvarlo (a cominciare dal PD), ma quando abbiamo avuto occasione di confrontarsi nel merito è apparsa tutta la superficialità e l’incompetenza degli interlocutori che, come ai tempi di Mussari, si fidano ciecamente di Profumo e Viola.
Dicevamo allora che “manca nel piano, un idea forte, un progetto innovativo che segni quel radicale cambiamento della vita interna dell’impresa e nelle sue scelte strategiche di mercato e sia in grado di ridare alla Banca Monte dei Paschi di Siena un vantaggio competitivo nei confronti dei suoi principali concorrenti.”

Occorre, a nostro avviso, che il top management  comprenda che per il conseguimento degli obiettivi non è sufficiente la cooptazione dei soli dirigenti, ma è necessario motivare , attraverso il rispetto e la concreta considerazione, tutto il personale; sarebbe altresì auspicabile che tutto il management desse prova di un forte impegno e accettasse i necessari sacrifici anziché arroccarsi nella difesa di privilegi anacronistici. 
La Banca deve tornare ad erogare il credito alle imprese pianificando in tempi brevi e modalità trasparenti una nuova strategia per il superamento  della tattica di ripiegamento su cui è incardinato l’attuale piano industriale, venendo invece incontro alle richieste che emergono dal territorio.

In particolare, anche nella trattativa sindacale, è evidente la volontà della direzione di non intaccare i privilegi sproporzionati dei dirigenti, di imporre alla filiali non un’azione positiva di recupero sul territorio e di sostegno all’economia locale, ma di diventare solo venditrici di prodotti assicurativi (AXA).
Quanto poi alle esternalizzazioni, che i sindacati cercavano di scongiurare proponendo soluzioni di risparmio dei costi alternativi, bisogna dire che si continua nella solita politica praticata verso il Consorzio Operativo: incarichi dirigenziali a persone senza competenza specifica e quindi sprechi enormi, assenza di una politica controllata con le competenze tecniche del territorio, rinuncia ad una propria struttura qualificata interna e preferenza per soggetti esterni (IBM e Bassilichi) che potranno gestire senza controllo il know-how privato dell’impresa e forse assumeranno il personale in eccesso. Ma come lo potranno assumere e per quanto tempo? E chi pagherà per questo, visto che la Bassilichi è per buona parte di proprietà del Monte dei Paschi?

Tutto ciò rende ancora più pressante la preoccupazione sull’ipotesi di aumento di capitale: “Una riduzione dei costi, anche al prezzo di una perdita di assets strategici, una trasformazione da produttore a venditore di prodotti bancari e assicurativi di altre imprese, sembrerebbe funzionale all’incorporazione della banca da parte di un altro istituto, molto probabilmente estero. In questo quadro il prospettato aumento di capitale acquista tutt’altro significato da quello squisitamente precauzionale, avanzato con ambiguità nel piano.”

Ai lavoratori e ai cittadini senesi vogliamo dire che il nostro Circolo sta muovendosi per difendere la Banca e soprattutto la Fondazione, e quindi per affermare una logica di gestione che superi personalismi e privilegi nell’interesse della città e per difendere i posti di lavoro e l’economia del territorio.

Siena, 12 settembre 2012
 

Circolo Città Domani – Sinistra per Siena