lunedì 9 luglio 2012

LA NOSTRA "NUOVA FRONTIERA"



 Riflettendo con attenzione su quanto recentemente accaduto a Siena, è possibile comprendere come chiunque voglia essere concretamente credibile politicamente, non possa limitarsi ad indicare le ragioni generali e le responsabilità dei singoli, cosa comunque dovuta e necessaria, ma debba spingersi oltre, denunciando anche il “come” si è arrivati a tutto ciò.

Il Circolo Città Domani intende porsi per primo quest’importante problema cominciando col richiamare all’attenzione di tutti il fatto che abbiamo assistito, negli ultimi vent’anni, al supino appronarsi, di tutta la classe politica della città, compresa l’opposizione berlusconiana, ad un metodo d’esercizio del potere basato sull’incremento sistematico della complessità d’ogni schema organizzativo, di tutti gli strumenti di gestione ed elaborazione amministrativa, all’unico evidente fine di aumentare in modo esponenziale la totale mancanza di comprensibilità massificata delle azioni di governo materialmente intraprese.

In questo modo si è gestito quel grande bene comune che è la nostra bellissima città, unicamente come strumento di sviluppo d’interessi personali trasversali che, accontentando tutti, hanno finito con l’impoverirla non solo materialmente, ma anche intellettualmente e politicamente a causa dell’assenza di un vero confronto sulle idee.

Grazie alla totale mancanza di trasparenza, così scientificamente ottenuta, si è potuto impedire che le persone comuni potessero sviluppare, in tempo reale, un’idea precisa, se necessario critica, rispetto a tante decisioni strategiche, poi rivelatesi fallimentari, compiute dal Comune, dalla Fondazione e, conseguentemente, anche dalla Banca.

Ma in una situazione del genere, in presenza di una stampa realmente indipendente, il popolo, i cittadini, avrebbero potuto comunque rendersi conto, in tempo, di quanto accadeva ai loro danni. Quando le cose sono rese artificiosamente complesse e, quindi, poco trasparenti, quest’ultima finisce, infatti, con lo svolgere inevitabilmente lo strategico ruolo di mediazione tra le astrusità del sistema e le capacità di comprensione delle masse.

Se la stampa è schiacciata sulla stessa elite di potere, il popolo, i cittadini, finiscono con avere speranza alcuna di comprendere ed esprimere la propria opinione nei modi e nei tempi opportuni. Diventano inevitabilmente solo strumenti per l’esercizio di quel “noioso” passaggio democratico denominato “elezioni”, di cui è facile, in queste condizioni, influenzare l’esito finale a vantaggio proprio di coloro che del “sistema” fanno intimamente parte..

E’ IMPERATIVO SPEZZARE QUESTO CIRCOLO VIZIOSO.

Ed è bene essere diamantini, il Circolo Città Domani è ben consapevole che, cambiando colore, l’eventuale maggioranza di Governo finirebbe soltanto col continuare nello stesso modo.

Se non cambiano i fattori dell’agire politico, i cittadini, da un esito elettorale del genere, si ritroverebbero solamente l’amara consolazione di essere riusciti a cambiare i titolari, dei “benefit” economici derivanti dall’esercizio del potere, invece di eliminarli definitivamente.

Il centro destra italiano è nato, grazie all’incapacità della sinistra, esclusivamente con questo scopo, come dimostrano le vicende berlusconiane, ed in una realtà dove cominciano a non esserci troppi mezzi finanziari disponibili, quel metodo, potrebbe rischiare unicamente d’incrementare la capacità d’attrazione malavitosa che, notoriamente, nel nostro Paese è l’unica ancora in grado di profondere grandi mezzi finanziari in tutto quello che decide di fare, non fare, distruggere o semplicemente ostacolare. A Siena la destra non solo non è diversa ma è persino più cinica poiché fu proprio durante la prima iniziativa pubblica dell’Osservatorio Civico Senese, tenutasi a palazzo Berlingeri alcuni mesi orsono, che il coordinatore cittadino del PDL ebbe a descrivere la propria concezione della politica : un mercato dove se c’è chi compra vuol dire che c’è chi si vende. Come meravigliarsi di quello che è successo nei mesi successivi, quindi, nella maggioranza di governo cittadina. Evidentemente, qualcuno ha deciso di fare mercimonio della propria militanza politica, non avendo ritenuto sufficiente il  corrispettivo sino a quel momento garantito dal Ceccuzzi.

Il Ceccuzzi, dal canto suo, come tutti sanno, ha avuto la grande colpa di non averci ascoltato quando, prima della campagna elettorale, invece di contornarsi unicamente d’inutili e spocchiosi  yes-man, rifiutò di aprire gli occhi ed accettare la necessità d’indurre un cambiamento attraverso i ben precisi meccanismi utili ad indurre etica pesante nella politica, come quelli contenuti nei nostri documenti, prima, e nel nostro programma elettorale, poi.

Concretamente, tanto per cominciare, dovremmo partire con l’invocare la massima SEMPLIFICAZIONE possibile nei processi amministrativi e contabili che, di fatto, regolano la gestione delle risorse del Comune.

Potremmo continuare con l’elaborare proposte concrete per rendere trasparente, e non un percorso per pochi illuminati, tutto quello che circonda il processo di formazione dei Piani Strutturali, prima, e dei Regolamenti Urbanistici Comunali,poi, al fine di renderne immediata la comprensione da parte dei cittadini, per poterne sollecitare l’opinione nei modi più immediati e trasparenti.

Sarebbe poi doveroso, ed è cosa di poche ore fa, domandare sia a Mancini che a Bezzini, come mai si siano affrettati a plaudire il piano industriale per il Mps, messo a punto dalla nuova dirigenza,  soggiacendo che l’aumento di capitale di 1mld, previsto nel piano, dal momento che prevede la “preventiva” rinuncia al proprio diritto d’opzione, da parte di tutti i vecchi soci (Fondazione per prima), essendo tecnicamente immotivato, potrebbe essere semplicemente il metodo più spicciolo ad assicurare, ad un novello Sallustio Bandini, l’acquisto facile, incontrastato ed a costi predeterminati, del controllo della più antica banca europea.

Perché cominciare da queste cose?

Perché su queste cose si basano i gangli vitali di quel GROVIGLIO, già tristemente noto, che ha quasi stritolato la capacità di assicurare il necessario ricambio politico, al sistema democratico cittadino.

GIANNI BARI