Si, ci facciano il piacere... di tacere per sempre magari.
In un periodo come quello che stiamo vivendo credo non si
possa evitare di osservare che, se le cose a Siena non vanno bene, per i noti
motivi, la degenerazione della politica nazionale, sia certamente peggiore.
I fatti che hanno coinvolto la Lega dimostrano, innanzi
tutto al suo elettorato popolare, e poi anche a tutti gli altri cittadini, che
siamo stati governati da un pericoloso connubio tra una lobbies tecnocratico-reazionaria antidemocratica, ed una banda bassotti in
maglia verde che, in quanto ad opportunismo, ha dimostrato d’essere bravissima
ad imparare i metodi del suo vero padrone……che non è mai stato Bossi.
Pur di continuare ad intascare, anche per fini personali
dei propri leader, i cosiddetti “rimborsi elettorali”, hanno preferito farsi
collettivamente ottenebrare l’intelletto dall’evoluzione del famoso federalismo
fiscale, facendo finta di non vedere come il mefistofele Giulio stava
organizzandone l’evoluzione centralista anti-stato sociale, contando
sull’evidente dabbenaggine, non solo dei militanti, (ai quali va la mia più
ampia comprensione) ma anche dei quadri dirigenti leghisti.
Come più volte denunciato, anche pubblicamente, dal
sottoscritto in tempi non sospetti, se fosse arrivato a compimento, il
succitato meccanismo, si sarebbe rivelato, anche al popolo leghista, per quello
che realmente era: un metodo per impedire la misurazione dell’intensità dei
bisogni sociali della popolazione, non
per contrarre artificiosamente la spesa pubblica inutile (come quella prodotta
anche dalla Lega con i metodi ormai noti a tutti), ma esclusivamente quella
sociale.
Perché tutto questo? Si, anche l’elettorato leghista ha
diritto di comprenderlo chiaramente:
diffondere la percezione di una democrazia socialmente
inefficace, consente di creare le concrete premesse per rivolgimenti totalitari
di tipo morbido, cioè non osteggiati dalla popolazione, portata al parossismo
dal bisogno inevaso di beni e servizi primari.
Qualcuno potrebbe osservare, a
questo punto, che forse la Lega, non ha inteso ostacolare queste malcelate
mire, perché puntava, in realtà, a far saltare tutto il quadro istituzionale
onde ricavarne l’opportunità di proporre, come soluzione, una totale
rifondazione dello Stato italiano, in senso federale.
Siccome sembrerebbe di poter
dedurre questo, dal senso delle ultime interviste apparse in televisione, a
vari militanti leghisti soprattutto in Veneto (dove, simpaticamente, si
considerano i puri tra i duri), allora io credo che, per altri versi, anche la
Lega, non possa essere più classificata come un semplice partito politico, con
pregi e difetti come gli altri, bensì come un’altra delle tante “entità”
malsane che troppe volte, nel passato, hanno tentato di stravolgere la natura
della Repubblica nata dal più nobile dei movimenti spontanei nati nel nostro
Paese nel secolo scorso : LA RESISTENZA PARTIGIANA.
Di fronte al sacrificio di coloro
che furono i Padri Nobili della nostra storia più recente, di fronte a quello
che, dando spesso la vita senza esitazione, quelle persone seppero costruire,
in modo inclusivo e non esclusivo ( come vorrebbe la Lega), per il bene di
tutti ( anche dei contrari), questi omuncoli pittati di verde finiscono
inevitabilmente per sembrare più degli gnomi del bosco che dei politici e
militanti seri.
Ammantare poi tutto questo, di un
campanilismo assolutamente fuori dai tempi moderni, rende il leghismo
celodurista del tutto ridicolo, specialmente in una città come Siena, che fu
anch’essa, è bene ricordarlo a tutti,
Stato Repubblicano Indipendente fino al 22 Aprile 1555.
Si ci facciano il piacere, perché
anche per la lega, evidentemente, è stato tutto un modo per arraffare quello
che poteva essere arraffato.
GIANNI BARI