mercoledì 5 ottobre 2011

VIDEO IN CONSIGLIO/2, SEDUTA DEL 9 SETTEMBRE 2011


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La consigliera comunale Laura Vigni ha espresso con fermezza la posizione di Sinistra per Siena sul futuro della Fondazione Monte dei Paschi nel corso del dibattito che ha portato all'aggiornamento delle linee programmatiche 2009-2011 della Deputazione Generale della Fondazione Mps e nuovi indirizzi per gli anni 2011-2013:






Interrogazione del Gruppo Sinistra per Siena in merito alle ludoteche cittadine: risposta Assessore Lazzeroni, replica Laura Vigni:




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GIUNTA, REGISTRO UNIONI CIVILI MA SENZA DIRITTI


Il gruppo Sinistra per Siena ha mostrato soddisfazione vedendo che la nuova Giunta Comunale di Siena aveva deliberato il 19 agosto 2011 l’istituzione di un Elenco delle Unioni Civili, dove si possono iscrivere due individui, etero od omosessuali, conviventi perché legati da un vincolo affettivo. Era un tema su cui Laura Vigni si era già espressa, presentando anche una mozione in Consiglio Comunale.

Ma la delusione è stata grande dopo aver letto la delibera, perché il Comune non riconosce gli stessi diritti delle coppie sposate a chi si iscrive in questo elenco,  che avrà solo una funzione dichiarativa.

Nella seduta consiliare del 27 settembre 2011 è stata ribadita la posizione del centro sinistra che non intende attribuire diritti di esclusiva competenza comunale, come la possibilità di trasferire licenze commerciali o accedere alle graduatorie per l’assegnazione di case popolari, alle coppie iscritte nell’elenco delle unioni civili.

Così, in ossequio al sostanziale conservatorismo di una parte della maggioranza, siamo anche tornati indietro rispetto all’iniziativa assunta dallo stesso Comune di Siena nel 2004, quando vennero assegnate case in affitto anche a coppie non sposate, senza che vi siano stati ricorsi o contestazioni di illegittimità.

Il gruppo Sinistra per Siena ritiene che la realtà delle coppie non sposate e della convivenza fra individui dello stesso sesso uniti da vincoli affettivi, sia ormai talmente diffusa e accettata dalla mentalità comune che le istituzioni non possono né ignorarla né reprimerla. I Comuni hanno gli strumenti per attribuire nuovi diritti, e la loro iniziativa più decisa potrebbe sollecitare anche le istituzioni nazionali ad adottare una legislazione più moderna come quella spagnola e inglese.