venerdì 18 novembre 2011

CHI PAGA IL CONTO DELL' UNIVERSITA'?

La Procura della Repubblica di Siena e il Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno finalmente comunicato la chiusura delle indagini sul dissesto finanziario dell’Università di Siena con la notifica di 18 avvisi di garanzia per reati gravi quali la falsità ideologica in atto, il peculato e l’abuso d'ufficio. L’accusa per due ex rettori, direttori amministrativi, revisori dei conti, segretari di dipartimento e contabili è gravissima: aver gonfiato i bilanci per decine di milioni e aver sottratto anche per scopi personali, beni e denari pubblici, contribuendo, in tal modo a svuotare le casse dell'Università.
Il danno economico per l’Università, dal 2003 al 2007 sarebbe di 134 milioni di Euro.
Il Circolo “Città domani- Sinistra per Siena”, senza naturalmente anticipare i risultati di un processo che dovrà tenersi nei tempi più rapidi per scongiurare ogni pericolo di prescrizione, esprime la più severa condanna per il comportamento di chi ha amministrato nel proprio interesse e non in quello della collettività, un’istituzione tanto autorevole e importante per la città, provocandole danni così ingenti.
Questa situazione si è determinata per il venir meno dell’etica nella gestione della cosa pubblica, che ha visto anche a Siena il dilagare di conflitti di interessi, arroganza del potere, occupazione di ogni spazio della vita pubblica per la conquista di vantaggi personali e di gruppo, scomparsa della politica come servizio verso la comunità e squallido decadimento dei valori morali.
Pertanto, come già chiesto nel corso della campagna elettorale, il Circolo ribadisce la necessità che
l’Università degli Studi si costituisca parte civile nel procedimento penale contro coloro che hanno raggirato centinaia di lavoratori e l’intera società civile senese producendo una contabilità non veritiera e contro coloro che ne fossero stati gli eventuali ispiratori.
Coloro che hanno compromesso il bilancio dell’ateneo ne devono rispondere; per il momento solo i lavoratori hanno pagato e adesso vanne stabilite le responsabilità e risarcito il danno finanziario.

E SE DOMANI IL MONTE DEI PASCHI NON FOSSE PIÙ IL MONTE DEI PASCHI DI SIENA?

Se la banca non ride la fondazione piange a dirotto

Se la situazione del Monte è sempre più precaria con il titolo in borsa che ha perso più del 90% del suo valore e con una sempre maggiore difficoltà a recuperare redditività, la situazione della Fondazione appare drammatica.
Per mantenere fede all'indicazione di non scendere al disotto del 50% del capitale della banca, la fondazione si è fortemente indebitata e ha dismesso quasi tutti gli altri investimenti finanziari mantenendo nel suo portafoglio le sole azioni del monte. Ora non solo non è in grado di far fronte ad un ulteriore aumento di capitale richiesto dalle normative comunitarie, ma potrebbe avere delle serie difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo contratto in precedenza, anche perché la banca non sembra in grado nel futuro prossimo di generare utili a sufficienza.
Un bene comune secolare dissolto in pochi anni 
 
La  collettività senese rischia di essere espropriata della sua ricchezza economica più importante costruita in secoli di storia dalla città. Ne escono con le ossa rotte i risparmiatori e i dipendenti che avevano investito il loro denaro nei titoli azionari della banca, ma tutta la città e la sua comunità rischiano di perdere un patrimonio non solo economico ma culturale e civile ereditato dalle generazioni precedenti.
Di chi è la colpa? 
Che nessuno ci prenda in giro dicendo che la colpa è della crisi nazionale ed internazionale. Questa ha svolto un ruolo importante, ovviamente, ma la colpa principale è di chi con una guida avventata e con scelte che dire discutibili è poco (pensiamo, ad esempio, all’acquisto a prezzi assurdi della Banca Antonveneta), ha talmente indebolito la banca da non permetterle di superare la tempesta della crisi in atto.
L'avventatezza della gestione è stata accompagnata da gravi episodi di illegalità che hanno visto coinvolti vari amministratori della Banca e delle sua partecipate, che sono stati arrestati o condannati per gravi reati.
La colpa è del gruppo di potere politicamente trasversale, collegato con logge massoniche e palazzinari romani che ha piegato gli interessi della banca ai suoi interessi privati distruggendo un bene comune che apparteneva da secoli all’intera comunità senese.
Nessuno ci informa

L’informazione locale che da quello stesso gruppo di potere prende ordini non ci ha minimamente informato della gravità della situazione rendendosi così a sua volta colpevole perché ha tradito non solo il proprio codice deontologico ma anche e principalmente il rapporto di lealtà nei confronti dei suoi lettori.

LA SINISTRA E L'EUROPA: PECCATI ED OMISSIONI

 DI LUIGI BOSCO

Se si escludono i laburisti inglesi, la sinistra europea è stata sempre fortemente europeista. Consapevole della natura sempre più limitata della sovranità effettiva degli stati nazionali, ha visto nella chimera degli Stati Uniti d’Europa un modo per uscire dal cul-de-sac in cui la crisi della socialdemocrazia e il processo di globalizzazione l’avevano chiusa.