lunedì 19 dicembre 2011

CHE FINE HA FATTO IL SANTA MARIA DELLA SCALA?

Ecco l'interrogazione di Sinistra per Siena 
che verrà presentata al prossimo Consiglio Comunale del 22.12.2011
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Sinistra per Siena presenta la seguente interrogazione per conoscere le iniziative che la Giunta Comunale intende assumere per rilanciare il complesso museale del Santa Maria della Scala

Premesso

-         che la trasformazione in museo dell’antico ospedale senese è un progetto lanciato molti anni fa da Cesare Brandi che con il tempo si è fatto sempre più ambizioso, ma poi ha subito un drastico rallentamento;
-         che al momento i lavori di restauro risultano non completati, sia per quanto riguarda il previsto trasferimento di una parte almeno delle opere d’arte della Pinacoteca Nazionale, che per l’entrata in funzione del ristorante e del bar;
-         che in questi anni è stata incerta e poco chiara la responsabilità della direzione culturale del complesso, tanto che l’ultima ristrutturazione delle direzioni ha cancellato quella del Santa Maria della Scala;

Chiedo di conoscere:

1)      i dati esatti dei visitatori registrati nella seconda metà del 2010, sia in coincidenza con mostre di particolare rilievo che in loro assenza;
2)    una panoramica dell’utilizzo dei vari ambienti del complesso nello stesso periodo per grandi tipologie (conferenze, congressi, mostre, ecc.);
3)    come il Comune intende organizzare la direzione culturale e tecnica del complesso museale del Santa Maria della Scala;
4)    lo stato esatto dei lavori completati e le previsioni per gli ulteriori interventi, anche in rapporto alle risorse disponibili;
5)    se la Pinacoteca Nazionale trasferirà le sue raccolte all’interno del complesso e i dettagli organizzativi dell’accordo da raggiungere con la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici;
6)    se e quando potranno essere aperti al pubblico il ristorante e il bar che potrebbero fornire immediatamente un introito finanziario;

se rimane in essere il progetto di consentire l’apertura di piccole attività artigianali all’interno del complesso, possibile ulteriore fonte di reddito.
 

Laura Vigni